Dicono di noi

Le esperienze e le testimonianze della community SAFE.

Esperienze condivise

Una raccolta di testimonianze pubblicate con autorizzazione degli autori

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Anonimo

Avrei voluto conoscere safe prima della partenza

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“La nostra esperienza con un programma di studio all’estero ci ha fatto capire quanto sia importante, per una famiglia, avere un punto di riferimento indipendente a cui potersi rivolgere quando qualcosa non procede come previsto.
In momenti particolarmente delicati ci siamo trovati a dover gestire situazioni complesse a distanza, cercando di capire quali fossero i nostri diritti, come muoverci e soprattutto come tutelare nostra figlia.
Per questo considero il lavoro di SAFE estremamente importante. Sapere che esiste una realtà che ascolta le famiglie, raccoglie le loro esperienze e offre informazioni e supporto rappresenta una grande sicurezza, soprattutto quando ci si trova dall’altra parte del mondo e ci si sente soli nel gestire un problema.
Credo che realtà come SAFE siano fondamentali anche prima della partenza: aiutano i genitori e i ragazzi ad affrontare un’esperienza all’estero con maggiore consapevolezza, sapendo quali domande fare, quali aspetti approfondire e a chi rivolgersi in caso di difficoltà.
Dopo quello che abbiamo vissuto, il mio consiglio alle famiglie che stanno valutando un programma di studio all’estero è di informarsi bene e di conoscere SAFE già prima della partenza.
Un servizio prezioso, che avrei voluto conoscere fin dall’inizio della nostra esperienza.”
Sara M.

Lasciati a piedi a due mesi dalla partenza

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“Eravamo arrivati a giugno dopo aver sognato e preparato questa esperienza per tantissimo tempo. Mancavano poche settimane alla partenza di nostra figlia quando ci siamo ritrovati improvvisamente nel mezzo della cessazione delle attività della nostra agenzia. È difficile spiegare la sensazione: il sogno era lì, a un passo dal diventare realtà, e improvvisamente non sapevamo più cosa sarebbe successo né da dove ricominciare. SAFE per noi è stata la salvezza soprattutto nei primi giorni. Abbiamo trovato persone che conoscevano il programma e che ci hanno aiutato a capire subito quali passi fare, chi contattare e quali possibilità avevamo. Quando sei nel panico, avere qualcuno che ti aiuta a rimettere le cose in ordine e a cominciare a muoverti fa una differenza enorme. Non dimenticherò la sensazione di non essere più soli proprio nel momento in cui ci sembrava che tutto stesse crollando.”
Veronica S.

Due anni prima della partenza

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“Sono entrata quasi per caso nella community quando mancavano ancora due anni alla possibile partenza di mia figlia. All'inizio leggevo per curiosità. Poi ho continuato a leggere e in due anni ho visto passare tantissime storie: esperienze bellissime, difficoltà, incomprensioni, errori, problemi risolti e altri molto più complicati. Seguendo ogni giorno il lavoro dei volontari SAFE ho imparato soprattutto a fare domande che all'inizio non avrei nemmeno saputo di dover fare e a riconoscere alcuni segnali d'allarme. Oggi il programma J-1 è esattamente lo stesso programma che era quando sono entrata nella community. Quella che è cambiata sono io. Conoscerne meglio la vera natura, anche nei suoi limiti e nelle sue incertezze, ha riposizionato completamente le mie aspettative. E credo che questo sia uno degli strumenti più importanti che possiamo dare ai nostri figli: non aspettarsi che tutto sia perfetto, ma partire sapendo davvero che tipo di esperienza si è scelto e quindi essere molto più attrezzati ad affrontarla. Per me questo è il valore più grande del lavoro quotidiano di SAFE: la consapevolezza prima ancora dell'assistenza.”
Marcella N.

L'incertezza della host family

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“Lo ammetto: ero terrorizzata. Mio figlio dall'altra parte del mondo, per mesi, nella casa di persone che non avevo mai incontrato. Per me era probabilmente la parte più difficile di tutta l'esperienza. Grazie a SAFE ho scoperto che potevo trasformare quella paura in qualcosa di completamente diverso. Ho imparato come cercare una famiglia in autonomia, come presentare nostro figlio, quali domande fare e soprattutto che non dovevo vivere la host family semplicemente come “qualcuno che gli avrebbe dato una stanza”. Abbiamo iniziato a conoscerci, a parlarci, a raccontarci le nostre vite e le nostre abitudini. Poco alla volta si è costruito un rapporto vero, tra due famiglie e due culture. Non significa poter controllare tutto, e forse è proprio questo che ho imparato. Ma accompagnare mio figlio verso la partenza sapendo chi lo avrebbe accolto e avendo già costruito un rapporto con quelle persone mi ha dato una serenità impagabile.”
Claudia M.

Il visto rifiutato

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“Non avevo minimamente messo in conto che il visto potesse essere rifiutato. Quando è successo sono andata completamente nel panico: partenza vicina, programma già organizzato e nessuna idea di cosa fare. Ho scritto nella community SAFE e ho trovato subito persone che sapevano di cosa stavamo parlando. Mi hanno aiutata a capire come muovermi, quali informazioni recuperare e soprattutto come prepararci a una nuova richiesta senza agire in modo confuso per la paura di perdere tempo. Non potevano sapere quale sarebbe stato l'esito, naturalmente, ma sapevano spiegarmi cosa potevo fare io. In quel momento era esattamente ciò di cui avevo bisogno. Il vero aiuto non è prometterti che andrà tutto bene, è darti gli strumenti per affrontare quello che sta succedendo.”
Anonimo
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“Senza il supporto del gruppo di volontari non ce l'avrei mai fatta. Non hanno esitato ad aiutarmi e non ero ancora neanche associata. Lo spirito del volontariato nella sua essenza più vera.”

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